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Bando del piombo nelle munizioni. Un problema per i cacciatori a cui servono soluzioni.

Da tempo stiamo seguendo l’evoluzione del regolamento Reach riguardo l’uso del piombo nelle munizioni. La posizione di Arci Caccia su questo tema è chiara e lineare: al di fuori delle zone umide, il bando del piombo ci sembra inutile, assolutamente sproporzionato e destinato a mettere in crisi le forme di caccia legate alla piccola migratoria.
Riguardo ai video diffusi in questi giorni dall’Onorevole Fiocchi ci preme rimarcare: La nostra Associazione non fa parte di FACE e non è stata in alcun modo interpellata da questa. Di sicuro non ha dato assensi alla sua azione e non ha fatto pressioni per sabotare quella dell’europarlamentare sopracitato.
Detto questo, ci preme sottolineare che la nefasta conclusione di questa vicenda era assolutamente prevedibile. Era solo questione di tempo. Da molto sollecitiamo le aziende perché si trovino soluzioni performanti e a prezzi sostenibili. Il tallone di Achille delle munizioni atossiche sono le scarse prestazioni unite a costi elevati, oltre la inconsistente offerta nel ramo piccola migratoria e calibri minori. All’onorevole Fiocchi, visto il nome che porta, vogliamo chiedere: a che punto siamo su questo fronte? Nei prossimi 7 anni possiamo aspettarci soluzioni? La domanda, ovviamente, è estesa ai produttori di munizioni. Ai legislatori europei, invece, vogliamo rivolgere una considerazione. Siete consapevoli, come lo siamo noi, che il ruolo della caccia nell’inquinamento da piombo è infinitesimale? Non ci è sembrato democratico imporre divieti senza curarsi della presenza di soluzioni alternative.

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