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Umbria: Arci Caccia informa che ha inizio il monitoraggio della Beccaccia 2018

 

Con l’inizio dei movimenti dei primi flussi migratori, inizia il monitoraggio per la specie beccaccia, il monitoraggio viene organizzato e si svolge in collaborazione con l’Associazione Beccacciai d’Italia in attuazione del progetto ALI D’ITALIA.

Possono aderire al monitoraggio solo i cacciatori che abbiano frequentato e superato con successo corsi di almeno 6 ore frontali tenute da tecnici di comprovata esperienza e in possesso di professionalità specifiche per le materie trattate (con obbligo di presenza ed esame finale) e su programma approvato dall’ISPRA, anche se non avevano mai partecipato prima alle attività di monitoraggio. Il monitoraggio viene organizzato e si svolge in collaborazione con l’Associazione Beccacciai d’Italia che promuove le stesse attività anche in altre regioni italiane.

L’attività di monitoraggio viene svolta in maniera volontaria da cacciatori e cinofili che hanno partecipato a specifici corsi di formazione su programma approvato dall’ISPRA

Il monitoraggio si svolge in due fasi: raccolta delle ali, nello specifico dell’ala destra, i cacciatori raccolgono le ali e vengono inviate all’Osservatorio Faunistico Regionale per essere “lette” secondo il metodo di determinazione dell’età verificando la sospensione della muta dellepiume.

La fase successive prevede il monitoraggio in aree prestabilite con cane da ferma al quale possono prendere parte solo ed esclusivamente i cacciatori che hanno conferito tutte le ali delle beccacce abbattute e la scheda relativa allo sforzo di caccia secondo le modalità indicate nelle sezioni precedenti. Non tutti i cacciatori che consegnano le ali e le schede ICA sono obbligati a partecipare a questa fase del monitoraggio, che è comunque su base volontaria. Pertanto saranno autorizzati ad espletare tale monitoraggio con cane da ferma solo i rilevatori che avranno effettuato entro il 31/12 di ciascun anno la prima consegna di ali e schede relative allo sforzo di caccia. Possono essere utilizzati allo scopo solo cani appartenenti a razze da ferma, di età non inferiore a tre anni, di buona esperienza e rendimento sulla specie (ogni cane dovrà superare un test di abilitazione su prova pratica da effettuarsi alla presenza dei coordinatori locali individuati dall’Associazione Beccacciai d’Italia e/o di altro esperto delegato dalla Regione Umbria). Il monitoraggio si svolge nelle unità di rilevamento identificate dalla Regione Umbria in collaborazione con l’associazione Beccaccia d’Italia e con i cacciatori rilevatori umbri, le cui cartografie sono disponibili sul sito della Regione Umbri.

Per ogni uscita di monitoraggio va compilata una scheda che è scaricabile dal sito della Regione Umbria allo stesso indirizzo già indicato: http://www.regione.umbria.it/turismo-attivita-sportive/progetti-dimonitoraggio-caccia.

Le ali raccolte vanno consegnate al referente di zona oppure direttamente al Servizio Foreste, Montagna, Sistemi naturalistici e faunistica alla Dott.ssa Giuseppina Lombardi, unitamente alla scheda di sforzo di caccia di cui al punto precedente in buste di carta di adeguate dimensione (inserendo anche una pallina di naftalina) compilando attentamente il frontespizio che si trova scaricabile in formato A4 dal sito della Regione Umbria allo stesso indirizzo già indicato: http://www.regione.umbria.it/turismo-attivita-sportive/progetti-di-monitoraggio-caccia, oppure sul sito www.arcicacciaumbria.it sezione progetti.

“Negli anni ci siamo impegnati come Arci Caccia nell’organizzare corsi di formazione per monitoratori della specie beccaccia, in quanto riteniamo sempre più necessario la conoscenza delle specie oggetto di caccia e

devo dire che negli anni, tantissimi cacciatori hanno partecipato ai corsi di formazione, segno di una mentalità e di una cultura che sta cambiando evolvendosi in maniera positiva rispetto alle dinamiche faunistiche.

Lo strumento del monitoraggio della specie è fondamentale per conoscerne lo stato di conservazione e raccogliere informazioni utili in linea con le Direttive Europee, l’apporto volontario dei cacciatori è fondamentale nella raccolta dei dati, che dovranno diventare sempre più preparati e disponibili alla collaborazione con gli enti preposti, vista anche la recente nota di ISPRA che rispondendo ad una diffida del CPA della Sardegna, ha chiaramente detto che la disponibilità di risorse, capacità strumentali, finanziarie e di personale di Ispra, non permettono lo svolgimento di indagini dirette sul campo e a scala nazionale”.

Pertanto ci auspichiamo che fin dai prossimi mesi i cacciatori possono essere coinvolti anche nel monitoraggio di altre specie selvatiche, un lavoro di responsabilità che i cacciatori dovranno essere in grado di svolgere sempre di più.”

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