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Piemonte: Concluso il Congresso Regionale con la riconferma del Presidente Remo Calcagno

Si è svolto durante la giornata di sabato 2 settembre il Congresso ordinario del comitato regionale piemontese dell’Arci Caccia. In una sala gremita di Strambino (TO) il Presidente uscente, Remo Calcagno, davanti a 105 ARCI Cacciatori invitati, ha aperto i lavori con la propria relazione.
Lo stesso Calcagno, dopo aver auspicato un maggior coinvolgimento dei giovani cacciatori, ha affrontato le criticità della Regione suddividendole in 4 punti essenziali che possiamo così riassumere.
Innanzitutto i ritardi istituzionali non possono più essere giustificati e il Piemonte deve dotarsi al più presto non solo di un Piano Faunistico Venatorio, ma anche di una legge sulla caccia. Poi va affrontato il problema degli ungulati affinché lo stesso patrimonio non sia più una minaccia, bensì una risorsa e, quindi, si cerchi un coordinamento regionale per la gestione di questi mammiferi. Di pari passo si pianifichi un modello per la produzione oculata di piccola fauna stanziale di qualità come, ad esempio, recinti di ambientamento, Zrc, servizi di vigilanza e spese mirate a tali obiettivi.
Terzo punto – e nota dolente degli ultimi 20 anni – è stata la gestione degli ATC e dei CA che, fallimentare, dovrebbe servire da monito per il futuro e, oggi, come spunto per una sana autocritica del mondo Venatorio per far emergere e prendere come esempio le esperienze positive che già esistono. Infine, si è citato il rapporto con le altre AAVV. ARCI Caccia rimane favorevole all’unità dei cacciatori e all’unità dell’associazionismo Venatorio, fermo restando che fino a quando Fidc terrà un atteggiamento aggressivo e accentrato esclusivamente su sé stessi tale operazione non sarà possibile con loro.
Si è quindi aperto il dibattito. I molti interventi dei delegati hanno riguardato le specificità territoriali e la buona collaborazione con le altre associazioni, pur partendo da punti di vista differenti. A confermare questo clima le parole del presidente Regionale di ItalCaccia.
Apprezzato, poi, è stato l’intervento di Paolo Pelle, Arci Cacciatore e neo eletto presidente di ATC torinese, che ha messo in evidenza i buoni risultati di gestione ottenuti. La mattinata si è conclusa con il contributo del vice presidente nazionale per le Regioni del Nord, Giuliano Ezzelini Storti, che ha sottolineato come il Piemonte risulti essere ormai una delle migliori realtà per la nostra associazione. Inoltre é stato messo in risalto il buon lavoro dei nostri soci che quotidianamente difendono la grande passione che ci lega. Unico rammarico, peraltro ribadito anche in sede nazionale, il ruolo scomposto di Fidc che, imperterrita, non perde occasione per minare quel legame che dovrebbe accompagnarci verso obiettivi comuni.
Dopo la breve e ricca pausa pranzo si sono sviluppati gli ultimi adempimenti congressuali, quali la lettura e l’approvazione del documento politico, l’elezione dei nuovi organismi dirigenti, la solidarietà tramite un ordine del giorno ai dirigenti toscani che sono riusciti a mantenere il vigore dell’ARCI Caccia dopo l’aggressione subita per mano di Fidc e un gruppetto di nostri fuoriusciti. Per ultimo è stata votata all’unanimità dai nuovi organismi dirigenti la riconferma a Presidente Regionale del torinese Remo Calcagno.
Non c’è caccia, senza Arci Caccia!!!

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