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“Dal Grande Libro delle Amache”

Comincia da oggi una rubrica giornaliera che possiamo realizzare grazie alla collaborazione di Michele Serra, che ci ha concesso di utilizzare alcune delle sue geniali Amache, i corsivi che ogni giorno appaiono sul quotidiano La Repubblica. Abbiamo svolto una selezione di quelle che, riunite nella pubblicazione “Il Grande Libro delle Amache”, edito da Feltrinelli, riguardano temi vicino a noi: ambiente, caccia, alimentazione, agricoltura… Buona Lettura.

“Il piacere è un diritto di tutti, non solo dei ricchi”, dice Carlo Petrini festeggiando i trent’anni di Slow Food. Non credo che esista una frase più autenticamente e profondamente democratica, più di sinistra. Di conseguenza l’equivoco sull’elitarismo di Slow Food, e più in generale sullo “snobismo” di chi, in epoca di massificazione, si batte per la qualità e la bellezza, è schiettamente di destra. Niente è più classista che ritenere le masse immeritevoli, in quanto tali, di un salto di qualità. Il populismo è antipopolare: benedicendo il popolo “così com’è” gli nega il diritto all’emancipazione, alla cultura, e al piacere. Petrini è la smentita vivente dello stupido luogo comune sul radicalismo come vezzo intellettuale delle elite. E’ Radicale, ma non è per niente chic. E’ un contadino. Dei contadini ha l’eleganza ruvida e l’assenza di fronzoli nelle relazioni umane. E’ socialista: difende le comunità agricole del pianeta dalla morte sociale e dalla morte identitaria (esiste anche la biodiversità delle persone) le mette in rete, con Terra Madre, ha creato una vera e propria Internazionale contadina, migliaia di ragazzi (soprattutto ragazzi) che credono nel lavoro, nella natura, nello spirito di comunità. E’ uno dei pochissimi casi nei quali la sinistra ha vinto. Anche per questo leviamo il calice.

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