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Emilia Romagna: caccia anche fuori dal comune di residenza per la caccia al cinghiale

La Regione Emilia Romagna, dopo il parere favorevole della Prefettura di Bologna, ha disposto la possibilità per gli iscritti alle squadre di caccia al cinghiale e i praticanti le altre forme di prelievo autorizzate di questo ungulato, di uscire dal comune di residenza per praticare la caccia in ragione dei danni e del pericolo rappresentato dalla PSA per gli allevamenti. Incassato questo provvedimento favorevole, il Presidente Arci Caccia Emilia Romagna Cristian Maffei ha commentato: La caccia al cinghiale, vista la situazione economica e sanitaria, deve continuare nel modo più efficace possibile. Ci auguriamo, però, che analogo provvedimento venga studiato per permettere anche ai praticanti le altre forme di caccia di raggiungere tutto il territorio del proprio ATC. Specialmente se il comune dove risiedono non gli permette di svolgere con profitto la loro tipologia di caccia preferita.

A questo link potete trovare il chiarimento comunicato dalla Regione: https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus/domande-frequenti/caccia-e-pesca che per quanto riguarda la caccia al cinghiale si concretizza con quanto trovate qui di seguito: Per quanto riguarda l’attività venatoria rivolta alla caccia al cinghiale in braccata e/o in selezione (ossia la “caccia”, esclusa l’attuazione dei Piani di Controllo faunistici demandati alle Polizie Provinciali), i cacciatori di selezione che agiscono in squadre di braccata potranno recarsi in una regione o comune diverso da quello di residenza?
In merito a tale quesito, occorre rilevare che tale particolare attività venatoria viene svolta non solo dai cacciatori di selezione (che agiscono singolarmente), ma soprattutto dai cacciatori in squadra di braccata, che agiscono in gruppi composti da un minimo di 15 a un massimo di 40 persone, oltre ai cani limieri usati per la caccia al cinghiale, con nominativi di cacciatori e zone di competenza individuati da ciascun Ambito Territoriale di (Caccia A.T.C.) e approvati dall’Amministrazione regionale Servizi Territoriali Agricoltura, Caccia e Pesca competenti per ciascuna Provincia (S.T.A.C.P.).

Alla luce delle modalità di svolgimento e, tenuto conto della funzione che quest’attività venatoria mira a realizzare in termini di prevenzione e controllo sanitario della diffusione della Peste Suina Africana (P.S.A.) unitamente alla tutela dell’agricoltura e della prevenzione degli incidenti stradali, si ritiene ammissibile che ai fini della composizione delle squadre i soggetti possano provenire da Comuni e/o regioni diverse, purchè:

  • ne diano adeguata dimostrazione;
  • rispettino le misure di distanziamento sociale disposte sia dal DPCM del 3 novembre 2020, sia dall’Ordinanza del Presidente della Regione Emilia Romagna del 12 novembre 2020.
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