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E’ “Apertura” della caccia

Nella campagna italiana tornano i cacciatori utili protagonisti.

 

Se un insegnamento dovrebbero trarre i più fanatici anticaccia dagli eventi luttuosi e drammatici di questi giorni, è quello che occorre dedicare rinnovata e maggiore attenzione alla tutela della vita e all’ “habitat” di donne e uomini di questo Paese.

La responsabilità del “Creato” sia “al naturale”, sia quello “costruito”, “edificato” è degli esseri umani. Pesa il dramma del “Ponte Morandi” o del “Parco dell’Aspromonte”.

Rinnoviamo il cordoglio alle famiglie, alle comunità locali per la sofferenza.

Gli “uomini di buona volontà”, la Società Civile debbono rifuggire dal fondamentalismo animalista, razzista uso ad un messaggio violento contro chi la pensa diversamente da loro.

L’uomo che rispetta la natura, la vive, la frequenta, la presidia, la difende con la sua presenza, con la conoscenza è energia, risorsa dell’ambiente da salvaguardare. La caccia è civiltà.

Chi aizza l’odio perde un’occasione importante, quella di tacere. Chi ha paura del confronto è un pericolo per la corretta convivenza democratica.

Dilettarsi contro la caccia, usare l’animalismo proibizionista come “arma di distrazione di massa” dai problemi reali delle persone, non trova il consenso degli italiani come la storia dimostra.

La “caccia” gestione faunistica è parte della qualità della vita, della bellezza e del profumo dei nostri boschi, delle montagne, delle gratificazioni dell’ambiente naturale con consapevolezza dei pericoli e con la competenza che solo la “conoscenza” consente di evitare.

L’ “Apertura” è giornata fausta e portatrice dei sopracitati significati profondi e dal piacere del tornare a caccia.

L’estremismo fondamentalista se ne faccia una ragione, ascoltino il pensiero degli italiani continueranno con le fanatiche provocazioni anche per l’”Apertura”, noi non le raccoglieremo così come faranno i cittadini.

Riflettano anche quei politici interpreti di “mode salottiere” lontane dal sentimento popolare. Il Paese non ha bisogno di questi “eletti”.

Con l’addestramento cani siamo tornati nella natura a far correre i nostri fedeli amici a quattro zampe. Parliamo di quelli da caccia, patrimonio della zootecnia italiana, senza discriminazione di razza o di pedigree. Involare un fagiano, far correre una lepre è benessere di tutti, uomini e animali.

Ora, in molte Regioni, non in tutte purtroppo, è preapertura e poi sarà apertura generale.

Auspichiamo che un giorno, qualche Assessore ci spieghi il divieto alla preapertura e il “valore” dei confini per tortore e colombacci. Quale scienziato è in grado di spiegare perché dalla parte di un fosso la specie è cacciabile e dall’altra no? Forse hanno fatto un sondaggio elettorale in materia?

Godiamoci ora il “buon sentimento” della caccia.

Ringraziamo per le future giornate gli agricoltori. Impegniamoci ad avere molta attenzione al loro lavoro e ad essere prudenti. Nessuno può insegnare a noi come ci si deve muovere avendo la “doppietta”. La sicurezza, prima di tutto, degli altri e dei cacciatori è un nostro “comandamento”.

Merito a quanti impegnati nella vigilanza volontaria e ai Corpi dello Stato che hanno dimostrato di essere importanti interpreti del “tricolore”, ma anche con la vicinanza ai cittadini in tante occasioni difficili. E’ un onore collaborare con loro: dalla lotta agli incendi, al bracconaggio alimento dalle ideologie anticaccia.

L’ARCI Caccia dedica l’”Apertura” ai giovani, la caccia vi aspetta!

Vieni anche tu

Sergio Sorrentino

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