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Carlin Petrini: dalla Sagra del Tordo ai Conigli australiani. Sani e selvatici, offriamoli per i più poveri

In una recente intervista di Gian Paolo Ormezzano, apparsa sull’inserto del Corriere della Sera, Carlin, fondatore di Slow Food, impegnato nella scrittura, nella sinistra, nell’ARCI, nell’ARCI Gola. Lui, che era stato oggetto di polemiche, poi pacificate, per la sua partecipazione alla Sagra del Tordo a Montalcino, nell’intervista, si è trovato a dichiarare:
“…Penso di mangiare bene, sempre. A casa mia cucina mia sorella. Non sono un ghiottone, il tartufo per noi di Langa e Roero è un rito più che una voglia pazza. Giro tanto mondo, mi adatto sempre. In Asia e Africa mi hanno rifilato cibi matti e strani, come anche in Australia dove però non mangiano i conigli, che i cacciatori uccidono, credo a milioni. Ho amato da sempre l’agricoltura, con Slow Food e con tanti amici non ho fatto altro che organizzare il nostro amore, il nostro sapere, le nostre esperienze. Slow Food ha avuto molti padri nobili, adesso è una cosa grande sparpagliata per il mondo, con presidi per la difesa di prodotti tipici, ristoranti targati e iniziative assortite. Se cederei il nome e le attività, magari ad un emiro che ci copre di miliardoni? No, non potrei: materialmente e moralmente. Slow Food significa centinaia di persone fra le quali ho individuato e sto facendo crescere i miei eredi, è l’Università qui a Pollenzo, è le belle cose che i potenti della terra, quando mi ricevono anzi mi chiamano, vogliono che racconti. Slow Food vuol dire gli uomini e le donne che lavorano con me, duecento qui, un milione ormai nel mondo, le mostre anche itineranti, le iniziative agroalimentari, i contatti con i cuochi…”
Riflettendo sull’Australia che non mangia i tanti conigli della caccia e i tanti poveri che anche in Italia la mangerebbero, viene da dire: “quanto ben di Dio sprecato! Diamolo a quanti soffrono la fame.”
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