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Caccia in azienda: presentata un’interrogazione per la ripartenza di AFV e ATV in zona rossa

I Senatori Battistoni, Caliguri, Berardi e Craxi hanno presentato un’interrogazione al Ministro delle Politiche agricole per segnalare la situazione delle AFV e ATV costrette alla chiusura in seguito alle restrizioni imposte dal DPCM.

Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02108
Atto n. 3-02108 (con carattere d’urgenza)
Pubblicato il 18 novembre 2020, nella seduta n. 276
BATTISTONI , CALIGIURI , BERARDI , CRAXI – Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. –
Premesso che:
l’art. 16 della legge n. 157 del 1992 disciplina le aziende faunistico-venatorie e le aziende agrituristiche venatorie. Le prime come soggetti non a fine di lucro, con finalità naturalistiche faunistiche, le altre, ai fini di impresa agricola, nelle quali sono consentiti l’ammissione l’abbattimento per tutta la stagione venatoria di fauna selvatica di allevamento;
come è noto, le aziende faunistico-venatorie adempiono agli obblighi previsti dalle normative vigenti, in particolare incentivando l’incremento della fauna omeoterma, sia all’interno proprio territorio, sia per l’irradiamento all’esterno del loro perimetro. Sono obbligate, quindi, prevedere una gestione responsabile del patrimonio faunistico, inteso come risorsa rinnovabile, salvaguardare e ripristinare le diversità ambientali e le qualità dell’habitat, nonché rivitalizzare rianimare le zone rurali, recuperando quelle marginali, in modo da proporre la loro gestione faunistico-ambientale, a scopo venatorio, come un fattore positivo ben integrato nel contesto socio-economico e ambientale;
coloro che nelle riserve di diritto esercitano l’attività venatoria in esecuzione dei piani di prelievo, a seguito dell’incarico ricevuto in tal senso in base alla legge, fondano il loro agire sui ritmi della natura e svolgono un’attività inderogabile e non rinviabile, facendosi carico di una grande responsabilità sociale ed economica;
d’altra parte, invece, la caccia viene intesa come attività sportiva che si pratica all’aperto e forma individuale;
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 novembre 2020 il territorio è stato diviso in 3 diverse aree, note come zona gialla, arancione e rossa, con relative diverse imposizioni restrizioni, in base al livello di rischio e dello scenario epidemico della zona interessata;
quindi, in tutto il territorio nazionale sono vietati gli spostamenti dalle ore 22 alle ore 5, mentre nelle zone rosse sono vietati tutti gli spostamenti, a qualsiasi ora, sia nel proprio comune che verso i comuni limitrofi, ad eccezione di quelli per comprovati motivi di lavoro, necessità o salute. Resta comunque la possibilità, in tutte le zone, di svolgere individualmente attività motoria, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso tutelare il grande lavoro delle aziende faunisticovenatorie, permettendo loro di continuare a praticare l’attività venatoria, anche nelle zone rosse, al fine di preservare l’habitat naturale ed evitare ulteriori ingenti danni all’agricoltura, costituendo una situazione di necessità ai sensi delle misure anti COVID-19;
se non ritenga discriminatoria la possibilità di fare attività motoria all’aperto, individuale, rispetto all’impossibilità di esercitare l’attività venatoria, rispettando i dettami dei protocolli anti COVID-19.

INTERROGAZIONE SEN. BATTISTONI (1)

Lettera Caccia

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