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Allerta PSA: noi ci siamo…, l’epidemia va fermata.

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, su conferma del Ministero della Salute della presenza del virus di peste suina in una carcassa di cinghiali rinvenuta nel Comune di Ovada, in Provincia di Alessandria, ha emanato un’apposita Direttiva alle Associazioni Venatorie Nazionali riconosciute dalla Legge 157/92.

In conseguenza del Documento di indirizzo tecnico “Gestione del Cinghiale e Peste suina africana” elementi essenziali per la redazione di un piano di gestione quale supporto specifico alla redazione e all’aggiornamento dei piani di gestione regionali del cinghiale per il controllo e l’eradicazione della PSA come richiesto dalla Commissione Europea.

Tra queste azioni, rientra il blocco temporaneo dell’attività venatoria nella zona infetta, sia in ragione del ruolo epidemiologico dei cinghiali nella diffusione della malattia, sia per il concreto rischio rappresentato dalle movimentazioni dei cacciatori, che attraverso veicoli, indumenti, scarpe, attrezzi, in caso di contaminazione possono veicolare il virus e diffondere l’infezione. Tale blocco verrà adottato, presumibilmente, tramite una Ordinanza del Ministro della Salute, non escludendo ulteriori misure aggiuntive che le singole regioni vorranno attuare all’interno o all’esterno della zona infetta.

Ciò premesso, il MPAAF chiede alle Associazioni Venatorie Nazionali, nell’ambito delle proprie attività istituzionali, di procedere all’effettuazione di un attività di sensibilizzazione dei cacciatori sulla emergenza sanitaria in questione, sia in riferimento all’area infetta, sia nel resto del territorio italiano, raccomandando il rispetto scrupoloso delle misure di biosicurezza da tenersi in occasione dell’attività venatoria (es. smaltimento dei visceri, contaminazione ambientale, limitazione dell’uso dei cani), per il quale sarebbe opportuno intraprendere specifici percorsi formativi e informativi.

Al tempo stesso, in considerazione del ruolo che il volontariato del mondo venatorio può attivamente svolgere, oltre alla diffusione di una corretta informazione, è molto importante sostenere il coinvolgimento dei cacciatori nella ricerca di carcasse di cinghiale, ricordando che il Piano nazionale di sorveglianza vigente prevede un incentivo di 10euro per ogni carcassa segnalata e 30 euro per ogni carcassa consegnata, nonché il supporto nella raccolta di dati ed informazioni relative ai cinghiali abbattuti nel corso dell’attività venatoria.

L’ARCI Caccia coerentemente con “l’allerta” già diramata alle proprie strutture e alla deliberazione assunta per la costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico di supporto alla rapida applicazione delle Direttive governative e regionali, invita l’organizzazione a mobilitarsi, anche unitariamente, con tutti i soggetti associativi e alla vigilanza volontaria, per una puntuale ricognizione dei territori.

L’ARCI Caccia raccomanda che tutte le misure atte ad impedire la veicolazione del virus siano adottate da tutti i frequentatori che praticano le attività all’aria aperta, oltre ai cacciatori.

Si invitano i soci a tenersi in contatto con le Associazioni territoriali ed i Circoli per avere aggiornamenti e delucidazioni.

UNITI cittadini, cacciatori, agricoltori possiamo farcela.

Alleghiamo la lettera del Mipaaf: Let Peste suina associazioni venatorie Gen 22.REV

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